IL CIBO CHE NUTRE LE POLEMICHE

Expo2015

di Chiara Casuscelli

Attualmente, la quantità di cibo sprecato nel mondo ammonta a 1,3 miliardi di tonnellate l’anno, ovvero 1/3 dell’intera produzione. Il dato espresso della FAO non evidenzia unicamente ciò che viene gettato nella spazzatura dai singoli cittadini, ma considera anche la perdita del potenziale commestibile dettato dai limiti tecnici legati all’agricoltura, alla lavorazione industriale del prodotto e la successiva distribuzione della merce. Perciò verrebbe spontaneo pensare che, iniziando ad accorciare la filiera alimentare, si potrebbero abbattere alcuni sprechi facilmente evitabili. Questo concetto è stato ampiamente accolto dai Gruppi di Acquisto Solidali (GAS), che hanno adottato un consumo critico e attento, acquistando all’ingrosso dei prodotti alimentari provenienti dai piccoli produttori locali.

Il problema successivo riguarda la cattiva gestione del vitto presente nelle nostre case, perché Waste Watcher (l’osservatorio permanente sugli sprechi alimentari in Italia) ha calcolato che, ogni famiglia italiana, getta nella spazzatura l’equivalente in denaro di 1.693 euro l’anno. Infatti, la nostra nazione si colloca al terzo posto nella classifica dei paesi più spreconi, preceduta solamente da Stati Uniti e Inghilterra. Anche per questo motivo – prima dell’apertura di Expo – si è tenuta una conferenza nella quale il Ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Maurizio Martina ha dichiarato: «Uno dei grandi temi che anche Expo Milano 2015 sta sviluppando è portare l’educazione alimentare nelle scuole, attraverso un programma educativo che includerà anche l’educazione sugli sprechi domestici».

Il cibo è proprio il tema principale di questa esposizione universale, perciò è sembrato molto strano vedere sui vari social network alcune fotografie piuttosto sconcertanti. Ovviamente mi riferisco ai sacchi della spazzatura colmi di pane commestibile, adagiati accanto ad un padiglione di Expo. Chi ha pubblicato le immagini dichiara di esserne entrato in possesso attraverso un conoscente, che lavora all’interno dell’esposizione universale. Dunque, le fotografie sembrano denunciare l’ennesimo spreco e la profonda ipocrisia di un evento, che ha già dovuto affrontare numerosi scandali ancor prima di aprire i battenti. Per questo motivo bisogna porsi dei problemi relativi alla veridicità e all’entità di ciò che si osserva, affinché le strumentalizzazioni politiche di alcune immagini non arrivino a plasmare il nostro pensiero. Infatti, dopo la divulgazione degli scatti incriminati da parte di un utente, il deputato del Movimento 5 Stelle Sorial Girgis Giorgio, deve aver ricevuto delle fotografie analoghe e – una di esse – l’ha immediatamente pubblicata sul proprio profilo Facebook, nel modo seguente:

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È facile notare il logo del movimento in basso a destra e la scritta: “Nutrire il pianeta o…nutrire l’inceneritore?”. Trovo di dubbio gusto che una cosa simile debba essere strumentalizzata politicamente per acquisire consensi, poiché denunciare un fatto in modo obiettivo non significa cogliere l’occasione per fare propaganda elettorale: sono due azioni completamente diverse.

Nel momento in cui si segnala un fatto sconcertante, ci deve essere la lucidità d’indagare senza avere la volontà di arrivare ad una conclusione scontata, che porti ad un tornaconto personale. Infatti, da sempre la politica si muove nel territorio della polemica per raggiungere il maggior numero di elettori scontenti ed Expo si sta rivelando uno strumento utile per molti, perché gli scandali comprovati costituiscono l’humus adatto per far crescere accuse, a volte anche infondate.

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Si rende necessario capire l’entità degli sprechi alimentari perpetrati all’interno dell’esposizione universale, perché non è accettabile pensare che ogni padiglione abbia una gestione autonoma ed arbitraria sullo smaltimento dei rifiuti. Se non altro perché Expo e Banco Alimentare hanno stretto un accordo lusinghiero, che consente a 240 associazioni di essere rifornite con il surplus di cibo ancora commestibile.

Ma non è finita qui, perché i quaranta chef stellati che si metteranno a disposizione per il progetto “Refettorio Ambrosiano”, dovranno cucinare con le eccedenze provenienti proprio da Expo. Perciò mi auguro che – questa encomiabile iniziativa – non sia solamente di facciata, ma riutilizzi concretamente i nobili “scarti” dell’esposizione universale, perché come ha dichiarato il commissario unico di Expo, Giuseppe Sala: «Lo spreco di cibo è uno dei più grandi paradossi dell’umanità».

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