TRENORD: IL TRENO TARDA E LO STIPENDIO CRESCE

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di Alessandra Crotti

A tutti è capitato almeno una volta di dover viaggiare in treno e che questo, immancabilmente, partisse o arrivasse in ritardo. I pendolari subiscono i ritardi dei treni quotidianamente, affrontando situazioni che diventano a tratti insostenibili in quanto comportano ritardi al lavoro, a scuola e spesso la perdita di coincidenze con altri mezzi di trasporto. In tanti si chiedono il motivo di questi ritardi, che vengono spesso giustificati con annunci di guasti al treno, incidenti o lavori lungo la linea ferroviaria.

Il Corriere della Sera ha recentemente denunciato il caso di macchinisti che provocherebbero di proposito ritardi al fine di guadagnare di più. Il caso coinvolge il sistema di trasporti lombardo Trenord che, a differenza di Trenitalia, paga i dipendenti in proporzione alle ore di lavoro: la prima ora è pagata 6 euro, la terza 9 e la quarta 12 euro. Inoltre, l’articolo 54 del contratto di lavoro aziendale del 2012 premia i macchinisti che lavorano di più con uno stipendio maggiore; grazie al “bonus di condotta”, infatti, ogni macchinista percepisce 15 euro in più dopo tre ore di guida, 25 euro dopo quattro ore e 40 euro dopo sette nonostante, per motivi di sicurezza, secondo lo stesso contratto un macchinista non possa guidare per più di cinque ore e mezza; tuttavia, un treno in corsa non può essere fermato per effettuare un cambio di autista. Ed è così che l’articolo 54 è stato interpretato in modo, per così dire, “sbagliato” da una trentina di dipendenti: al fine di guadagnare di più, i macchinisti hanno deciso di provocare volontariamente ritardi. Tre macchinisti della linea Milano-Cremona-Mantova hanno però denunciato anonimamente questa pratica ormai abituale: “Su questa linea ogni volta che un treno accumula 20 minuti di ritardo ci fa guadagnare 13 euro. La puntualità non è redditizia per il nostro stipendio”. Ed ecco spiegati, secondo molti, i continui ritardi di Trenord.

La notizia è stata confermata dall’ad di Trenord che ha iniziato già da due mesi le trattative con i sindacati per modificare l’articolo 54 del contratto aziendale; tra gli obiettivi, la tutela dei 670.000 viaggiatori che utilizzano quotidianamente il sistema ferroviario lombardo. L’ad non crede però che l’atteggiamento dei macchinisti sia il responsabile dei ritardi: “Riteniamo che le cause di ritardo siano altrove, ma abbiamo il dovere di rimuovere ogni alibi“. Non resta che sperare che in futuro la situazione migliori.

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