IL SANGUE NON HA ORIENTAMENTO SESSUALE: DONAZIONE E OMOSESSUALITÀ

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di Alessandra Crotti

La donazione del sangue è, secondo la maggior parte delle persone, un grande gesto di generosità che salva centinaia di vite ogni giorno. I donatori di sangue non sono mai abbastanza e i centri di raccolta sono sempre alla ricerca di persone disposte a donare. I servizi sanitari devono assicurare al ricevente e all’ente ospedaliero che il sangue donato sia adatto alle trasfusioni e ai trapianti selezionando i potenziali donatori in primo luogo attraverso questionari e colloqui e in seguito attraverso analisi del sangue in laboratorio.
Nella maggior parte dei paesi c’è però una “categoria” di persone che, nonostante la ottime condizioni di salute, non può donare il sangue: gli uomini omosessuali sessualmente attivi.

Nel mondo

mondo

Legenda cartina – Politiche di donazione del sangue da parte di persone omosessuali nel mondo :
+  gli uomini che hanno rapporti di tipo omosessuale possono donare il sangue senza rinvio
+  gli uomini che hanno rapporti di tipo omosessuale possono donare il sangue, ma con un rinvio temporaneo
+  gli uomini che hanno rapporti di tipo omosessuale non possono donare il sangue con rinvio permanente
   niente dati

I servizi sanitari giustificano il divieto attraverso i numeri statisticamente più elevati di portatori di HIV e di epatite tra gli uomini omosessuali. Bisogna tenere presente che, durante il periodo del boom dell’AIDS, non esistevano test che rilevassero in modo affidabile la presenza del virus, il che giustificava parzialmente le restrizioni sulle donazioni. Nonostante i test di ultima generazione, infatti, esisteva un periodo di tempo in cui una persona affetta dal virus poteva risultare negativa al test; questo periodo aveva una durata variabile dai tre ai sei mesi.

Obiezioni sono state mosse da parte dell’American Medical Association e da parte della Croce Rossa, in quanto i miglioramenti apportati ai test garantirebbero una riduzione ad un livello accettabile del rischio di trasmissione del virus. Le associazioni aggiungono che la mancanza di sangue è frequente e l’esclusione di una categoria di donatori rende la situazione ancora più grave.

Esistono inoltre una serie di incongruenze relative al divieto:
– il divieto è estenso a tutti gli uomini che abbiano avuto rapporti omosessuali anche qualora si tratti di rapporti protetti e il partner sia risultato negativo al 100% al test dell’ HIV.
– un uomo eterosessuale che abbia numerosi rapporti sessuali con un numero elevato di persone – quindi con un rischio maggiore di essere portatore del virus HIV rispetto ad un omosessuale in una relazione monogama stabile – può donare.
– negli Stati Uniti, un uomo che ha un rapporto eterosessuale non protetto con una donna di cui non conosce lo stato di salute può donare il giorno successivo, mentre un omosessuale che ha un rapporto sessuale non protetto ha il divieto permanente di donare.
– un uomo eterosessuale che ha un contatto sessuale con una donna che ha utilizzato aghi al fine iniettarsi droga non può donare per un periodo di tempo limitato, mentre un omosessuale, nelle stesse condizioni, non può donare per un periodo di tempo indefinito.
– una donatrice che ha un contatto sessuale con un uomo che in precedenza ha avuto un rapporto omosessuale non può donare per soli dodici mesi, mentre un uomo non può donare in modo permanente.

In Italia
Nonostante alcuni sporadici episodi, l’Italia è uno dei pochi paesi al mondo in cui la donazione del sangue non prevede restrizioni per gli uomini omosessuali. In seguito a una serie episodi omofobi e discriminatori che hanno avuto luogo in alcune sedi dell’AVIS, il Responsabile Politiche Sanitarie di AVIS Nazionale, Pasquale Spagnuolo, ha dichiarato:
“AVIS ha, tra i suoi obiettivi prioritari, la promozione della donazione periodica, volontaria, non remunerata, anonima, responsabile finalizzata a garantire, insieme agli altri attori del sistema, adeguate quantità di sangue e dei suoi derivati, sicure e di qualità, per tutti gli ammalati che ne presentano la necessità. (…) Per garantire il rispetto dei principi di massima sicurezza e qualità esistono numerosi riferimenti normativi per la stesura dei quali AVIS ha fornito e fornisce un significativo contributo. Tra questi riportiamo il Decreto Ministeriale 3 marzo 2005: “Protocolli per l’accertamento della idoneità dei donatori di sangue e di emocomponenti” che nell’Allegato 4 stabilisce i criteri di esclusione permanente e temporanea.

– “Esclusione permanente: persone il cui comportamento sessuale le espone ad alto rischio di contrarre gravi malattie infettive trasmissibili con il sangue.”
– “Esclusione temporanea: rapporti sessuali con persone infette o a rischio di infezione da HBV, HCV, HIV. Esclusione per 4 mesi dall’ultima esposizione al rischio.”

Le norme vigenti non intendono discriminare a priori una “categoria” di persone, ma assegnano al medico responsabile della selezione del donatore il compito di individuare, indipendentemente dall’orientamento sessuale e dal genere, eventuali comportamenti sessuali a rischio cui conseguono l’esclusione permanente o temporanea.”

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