LA CAPACITA’ DI DIRE NO

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di Mattia Barcella – Direttore SMPOST

Ernesto Rossi, giornalista e politico del Partito d’Azione e successivamente del Partito Radicale, nel lontano, ma vicino giugno 1945, scrisse una bellissima lettera indirizzata a Gaetano Salvemini in cui spiegava con un breve elenco di cinque punti i motivi per i quali lo spingevano ad essere pessimista sull’evoluzione politica, civile e sociale del nostro Paese. Quando li leggerete, fra poche righe, penserete come me quanto siano attuali, anche se sono passati settant’anni:

1) la situazione internazionale. Perché l’Italia possa avviarsi verso un regime democratico bisognerebbe che entrasse a far parte di un ordine internazionale che permettesse di superare il principio di sovranità assoluta degli Stati nazionali, almeno per quanto riguarda l’Europa. Ma le prospettive per una federazione europea sono nulle. In un certo senso parte di quanto da lui scritto si è “avverato” anche se ne deve passare di tempo prima che l’Europa diventi una vera e propria entità sovranazionale con poteri a sè stanti che non siano solo di politica monetaria e finanziaria;

2) non si sa con quale materiale costruire l’Italia democratica. Solo pochi partigiani hanno veramente combattuto. A parte gli azionisti ed i comunisti il resto erano disertori o lavoratori che avevano preferito farsi trasportare in montagna piuttosto che in Germania. Gli antifascisti veri furono pochi, la maggior parte era composta da voltagabbana. Già nel 1945 avevano capito che l’Italia era abitata da centinaia di migliaia di voltagabbana;

3) non è possibile eliminare I fascisti dall’amministrazione. Il fascismo non è mai morto, cambia il nome, ma è e lo sarà per sempre presente nella classe politica;

4) noi socialisti liberali siamo e saremo schiacciati fra I reazionari e I comunisti. Per chi non lo sapesse, reazionari erano coloro che si opponevano duramente a forme di innovazione politica, sociale, artistica e culturale del paese favorendo il ritorno ad autorità e valori del passato. La storia della sinistra italiana è andata tutta in favore dei comunisti, abbandonando di fatto quel modello di socialismo, ma ad oggi, che di fatto i comunisti non esistono più, parte del paese è orfana ed in continua ricerca di un nuovo leader;

5) in Italia molte circostanze rendono pressoché inevitabile la guerra civile. Sinceramente, il nostro paese sarebbe in grado di far sfociare la propria rabbia, la propria repressione, il proprio dissenso in una vera e propria guerra civile? Io dico di no, troppa fatica.

Unico modo per fermare questo lento e, nello stesso tempo veloce, declino della nostra società sarebbe quello di tornare a dire di no. Essere capaci di dire di no. Basta mediazioni. Tornare prepotentemente protagonisti tutti della politica per salvare questo Paese.

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