IL NARCISISMO, CHI NON NE E’ AFFETTO… SCAGLI LA PRIMA PIETRA!

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di Linda Moranzoni

Tutti, almeno una volta nella vita, hanno sentito parlare di Narcisismo. Quello che non tutti sanno è che il Narcisismo è la piaga del nuovo millennio e in misura diversa ne siamo tutti affetti. Altro che ebola!
Vorrei risparmiarvi la spatafiata che serve per definire il Narcisismo, ma ahimè non posso proprio sottrarmi da questo compito increscioso.
Il termine è stato adottato per la prima volta da Paul Näcke nel 1889 per descrivere l’atteggiamento di chi tratta il proprio corpo allo stesso modo con cui viene trattato il corpo di un oggetto sessuale, descrive una condizione sia psicologica sia culturale.

“…Il proprio corpo come un oggetto sessuale”.

La prima volta che ho letto questa definizione di Näcke non avevo ancora iniziato la mia avventura universitaria, quindi non avevo ancora sentito le bomberate di certi psicologi: ero in quinta superiore e il caro Prof di Filosofia spiegava quel simpatico mattacchione di Freud. Beh, la prima volta che incontri Freud ti spaventi! È tutto un “sei innamorato di tua madre e vuoi uccidere tuo padre” se sei un fanciullo, o “sei innamorata di tuo padre e vuoi uccidere tua madre” se sei una giovincella. Insomma, la prima volta che senti parlare di Freud pensi che sia il peggio del peggio, invece no.
Näcke, prima di Freud, l’aveva detta più grossa. Chi tratta il proprio corpo come un oggetto sessuale è un narcisista. Punto.
Va bene, detto così, a parte qualche personaggio un po’ troppo spinto che non è necessario spiegarvi cosa faccia, sembriamo tutti salvi…invece no.
Freud, nella sua Introduzione al Narcisismo, aveva definito la patologia narcisistica come il completamento libidico dell’egoismo della pulsione di autoconservazione dell’uomo, non dunque come una perversione, ma come un carattere appartenente in maniera diversa a tutti gli uomini e mai del tutto superato.

Centro! Vuoi che forse Freud in qualche modo ci aveva preso?

Per dirla più semplicemente, si tratta di un disturbo della personalità caratterizzato da un esagerato investimento nella propria immagine, nell’io. Il narcisista è preoccupato di apparire in un certo modo, secondo un’immagine costruita nella mente, non per quello che è realmente.

Ecco, già a qualcuno inizia a tremare il labbro.
Tu! Tu col risvoltino (scusatemi, in questi giorni ce l’ho con chi fa il risvoltino fino a metà polpaccio…non ce la faccio, sopportatemi), tu che stai davanti allo specchio mezz’ora ogni mattina e ti trucchi come non mai per andare a fare due ore di lezione scarse in università…ti senti preso/a in causa, vero?

Questo è il livello normale, quello che bene o male riguarda tutti, anche quelli che non seguono le mode. Ma state tranquilli: non è patologico, non andate da uno psicologo a dire che siete narcisisti se fate queste cose, tranquilli.
C’è di peggio.

I narcisisti sono spesso persone seduttive e manipolatrici, frutto di una combinazione di intensa ambizione di potere e controllo sugli altri, fantasie grandiose, sentimenti di inferiorità, ed eccessiva dipendenza, accompagnati da incertezza cronica, insoddisfazione di sé stessi, crudeltà e sfruttamento nei confronti degli altri.
Si tratta di individui spesso caratterizzati da una vera e propria mancanza di umanità, che, oltre alla negazione dei sentimenti, è il tratto principale di queste persone.
Si preoccupano solo di se stessi ignorando tutti gli altri. Come spiega un celebre psicoanalista e scrittore, Rubin , “Il narcisista diventa il proprio mondo e crede di essere egli stesso il mondo intero”.
Paradossalmente queste persone sono caratterizzate da sentimenti di inferiorità e eccessiva dipendenza dall’ammirazione e dall’approvazione degli altri. Sono costantemente incerti delle loro scelte e insoddisfatti di se stessi, aspetti che portano spesso alla crudeltà e allo sfruttamento degli altri.
Sono completamente assorbiti dalla propria apparenza e non riescono a scindere l’immagine di chi credono di essere da quella che è invece la loro effettiva realtà, dunque si identificano con l’immagine idealizzata a discapito di quella reale che va completamente persa. L’immagine reale risulta per il narcisista inaccettabile e viene negata attraverso la negazione del sé.

In parole povere, la negazione del sé non è altro che la dissociazione tra il nostro Io, ossia la nostra organizzazione mentale, e il nostro Sé, il nostro corpo e le nostre emozioni. Prendetela così, altrimenti rischiate di annoiarvi.

I narcisisti dissociano l’io dal sé e quindi dal corpo, spaccano la propria personalità in due parti: una attiva e una passiva .
Il sé non viene accettato dal narcisista: in una persona sana, sé ed io, sono identità congruenti. Mancando questa congruenza la personalità è disturbata e viene prodotta una scissione dell’identità con una conseguente confusione.

Con tutti questi paroloni, l’effetto confusione è abbastanza scontato, ma quando dicevo che siamo tutti narcisisti non mi limitavo solo a questa condizione psicologica individuale. In altre parole, l’essere narcisisti non è colpa nostra, non è la nostra natura che ci impone di essere così attenti al nostro corpo e molto meno al nostro pensiero.
Indovinate un po’, di chi potrà mai essere la colpa?
Risposta tanto facile quanto scontata: è la società che ce lo impone.

Alexander Lowen in Il Narcisismo. L’identità rinnegata., ci spiega che oltre al livello individuale, con cui vi ho già tediato abbastanza e grazie a cui qualcuno ha già chiamato la migliore amica chiedendo “Ma secondo te, devo andare dallo psicologo?”, esiste anche un livello macroscopico culturale della piaga narcisistica.
In quest’ottica, questa patologia può essere vista anche come una perdita dei valori umani: si perde l’interesse per l’ambiente che circonda l’individuo, per la vita stessa e per i propri simili. Questo aspetto del narcisismo viene prodotto, appunto, dalla società che sacrifica l’ambiente naturale in nome del profitto e del potere rivelando una totale insensibilità verso le esigenze umane.
La ricchezza e la notorietà, aspetti centrali della nostra società, sono indice del fatto che la cultura stessa sopravvaluta l’immagine proiettata dagli individui e non quello che essi sono realmente. Per questa ragione, il narcisismo individuale non è che lo specchio del narcisismo che pone le sue fondamenta nella cultura. È proprio la cultura odierna che, imponendo un minor numero di limitazioni al comportamento, incoraggia ad agire secondo i propri istinti favorendo , così, il sorgere del narcisismo.

Allora, che volete che vi dica?
Si salvi chi può, ma soprattutto salvatevi da Narciso!

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