LA VERA STORIA DI MALEFICA

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di Benedetta Rossi – blogger di Feeling Disney

Se vi aspettavate una versione live action fedelissima o un prequel del famoso classico Disney “La Bella Addormentata”, lasciate perdere, Maleficent temo non faccia per voi. Rischiereste solo di uscire dal cinema con una bella dose di bile e delusione. Prendetelo piuttosto come uno spin off o una versione alternativa della fiaba.

Qui la storia è completamente diversa,ribaltata e adattata, a tratti addirittura cupi e adulta; e non è la solita storia della principessa Aurora, ma di Malefica appunto; magistralmente interpretata da Angelina Jolie, che interpreta la cattiva disneyana più iconica e affascinante di tutte.

Premetto dicendo che “La Bella Addormentata” è il cartone Disney che odio di più in assoluto sin da quando ero bambina.

Odio Aurora,a mio parere troppo ingenua e stupida; odio quelle tre fatine ebeti che non facevano altro che battibeccare per tutto il film e soprattutto consideravo inutile il principe Filippo, che spuntava fuori all’improvviso da un cespuglio durante la canzoncina tradizionalmente smielata e diceva frasi raggelanti ad una perfetta sconosciuta come “ti ho visto nei sogni miei, sei il mio più grande amore”, alla pari di uno stalker.

Facevo il tifo per Malefica. Era affascinante. Cattiva. Bella e dannata. Ed era l’unica con un po’ di carisma e intelligenza in quella brodaglia di noia e insensatezza.

Maleficient mi è piaciuto proprio perché non ho ritrovato quasi nulla del classico Disney; è nuovo al pari di una ventata d’aria fresca, una versione completamente nuova e riadattata, in cui la famosa maga cattiva è la protagonista del film.

Anche se ha suscitato molto dubbio, il punto di forza di questo lungometraggio è la trasformazione di una strega malvagia che incute terrore in una “fata madrina” dai tratti raffinatamente dark, onnipresente, prudente e affezionata, a volte perfino materna.

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Ma andiamo per ordine con la trama. Se non avete ancora visto il film, vi sconsiglio di continuare con la lettura poiché quanto segue può contenere spoilers.

Il lungometraggio si apre con il sempiterno “C’era una volta”: due regni,quello degli Uomini e quello della Brughiera sono da secoli in perenne lotta fra loro. Nel fatato mondo della Brughiera,abitato da creature incantate, vive la piccola Malefica, una bambina dolce e coraggiosa con corna e ali. Per una serie di eventi questa fa conoscenza di Stefano,un ragazzino suo coetaneo, abbastanza curioso e impavido da spingersi nella Brughiera per rubare una gemma. La loro amicizia, man mano che i due crescono, lascia ovviamente il posto all’amore.

Le guerre tra umani e creature magiche intanto però si fanno sempre più aspre, e Malefica è in prima linea a difendere la sua terra natia e i suoi abitanti. Nel frattempo a Stefano (Sharlto Copley) si presenta l’occasione di diventare re, ed egli non esita a tradire l’amata pur di realizzare la sua ambizione: il re infatti, ferito in battaglia proprio dalla stessa Malefica, chiede di essere vendicato. Chi riuscirà ad ucciderla verrà nominato suo successore.

Ed ecco quindi che Stefano, invece di uccidere Malefica, decide di tagliarle le ali: dapprima delusa e disperata, la fata diverrà desiderosa di vendetta nei suoi confronti per questo sgarbo.

Ne farà le spese quindi la neonata Aurora, figlia di re Stefano , sulla quale Malefica scaglierà la nota profezia, qui però leggermente riadattata:

La principessa crescerà in grazia e bellezza, amata da tutti coloro che la circondano. Ma… prima che il sole tramonti sul suo sedicesimo compleanno, ella si pungerà il dito con il fuso di un arcolaio, e cadrà in un sonno mortale! Solo il bacio del vero amore potrà spezzarlo e nessun potere ultraterreno potrà annullare il maleficio!”.

Aurora viene quindi affidata alle tre fate Giuggiola, Fiorina e Verdelia (ovverosia le ben più note Fauna, Flora e Serenella) le quali però sono solo capaci di litigare tra loro e assolutamente incompetenti di crescere una bambina. Dato che il suo maleficio risulta compromesso in quanto la neonata rischia di morire di fame a causa della disattenzione di quelle tre idiot…ehm, fate, Malefica comincia a darle da mangiare e prendersene cura di nascosto. Man mano che Aurora (Elle Fanning) continua a crescere le premure di Malefica aumentano, finché le attenzioni verso la ragazza, dapprima puramente opportunistiche, cominciano a trasformarsi in affetto materno.

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Malefica infatti capisce che Aurora non c’entra nulla con l’odio e la rabbia che la strega nutre nei confronti di Re Stefano: non può usarla come “merce di scambio” nella lotta col suo ex ed è estremamente crudele che ora una ragazzina di malapena 16 anni ne paghi le conseguenze.

Prova quindi ad annullare il sortilegio: tutto invano. L’unica soluzione resta appunto “il bacio di vero amore”: fatalità Aurora conosce il principe Filippo, e sembra che il principe possa essere la soluzione per rimettere le cose a posto…..

Una storia quindi nuova, emozionante, ma anche molto triste ,piena di speranza e redenzione.

Queste di base sono le sfaccettature che personalmente sono riuscita a captare in Maleficent e che mi hanno colpito molto, fino ad appassionarmene.

Angelina Jolie interpreta una dark lady difficile da non amare: è fiera e orgogliosa, e il male che fa è mosso unicamente dalla ragione della vendetta e del rancore.

E’ un cuore di pietra ferito dall’ingordigia e dalla falsità degli esseri umani, che però ritrova la redenzione nella compagnia di Aurora, la quale ignara del sortilegio la considera addirittura la sua vera fata madrina. Il rapporto con Fosco (Sam Riley) poi è ben articolato: oltre a spiegare le origini del fedele servitore e compagno corvo, Fosco è un personaggio che serve a forgiare l’autoaffermazione della stessa Malefica, che fino a metà film sembra quasi non cosciente di cosa voglia davvero da se stessa.

Carina l’alternativa al “bacio di vero amore”, già comunque rivisto e ripreso anche nel precedente film Frozen...ma non dirò di più. Sebbene il film sia stato piacevole e ben strutturato non mancano i punti dolenti, purtroppo.

Primo fra tutti la scena finale con annesso combattimento, che poteva essere tranquillamente strutturata in maniera diversa; il ritmo dell’intera sequenza mi è sembrato parecchio scialbo e noioso.

Inoltre molte cose non sono state spiegate, molti interrogativi che mi sono posta sono rimasti senza risposta. Perché una fata buona deve chiamarsi fin da bambina Malefica? Non poteva essere un nome acquisito successivamente?

Ma le tre fate erano per caso delle doppiogiochiste? Com’è possibile che combattessero per la Brughiera e poi portassero omaggio anche a Re Stefano durante il battesimo della piccola Aurora?

E il personaggio del principe Filippo…..era veramente necessario in questo live action? Per come vanno le cose, secondo me era un membro del cast che si poteva tranquillamente rimuovere. E Re Stefano non ha mai avuto un briciolo di rimorso per tutti questi anni?…

Insomma, per concludere, nonostante le critiche e scetticismi che ho letto e sentito in questi giorni, sono soddisfatta. Sono uscita dalla sala del cinema sorridente e felice. Soprattutto per il fatto che le mie preoccupazioni si sono rivelate infondate, temevo un’altra delusione sulla scia dei predecessori “Alice in Wonderland” o “Il Grande e Potente Oz”. Fortuna che non è stato così. Se dovessi dare un voto, direi 7/8.

Alla prossima, paperini! 😀

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