SAOR PATROL: IL RITMO DELLA SCOZIA

saor patrol logo

di Manuel Leale

Alba Gu Bràth.

Sentii queste parole per la prima volta ormai molti anni fa, quando conobbi gli Saor Patrol, e prontamente ne chiesi subito la traduzione letterale, poiché il gaelico scozzese può essere molto ostico a chi non è avvezzo alle lingue goideliche. Ciò che però mi sfuggì, all’inizio, fu il vero significato dietro quella frase, quel senso profondo che da secoli accompagna un intero popolo, la cui identità culturale è salvaguardata con sforzi e impegno dai pochi che se ne sono accollati l’onere e l’onore, portando avanti con passione e dedizione le tradizioni di una nazione fiera e orgogliosa.

Una nazione, la Scozia, che come tutti sapete è annessa al cosiddetto Regno Unito da molti secoli, dal 1707 ufficialmente, quando nacque il Regno di Gran Bretagna. Quello che forse non tutti sanno, però, è che nell’Ottobre dello scorso anno, il primo ministro inglese David Cameron e il tenace premier scozzese Alex Salmond hanno firmato l’accordo per consentire la consultazione che porterà il referendum del 2014, in cui la Scozia potrà decidere se dire addio al Regno Unito, pur restando un paese del Commonwealth. Un referendum di portata storica che potrebbe, se la maggioranza dei cittadini voterà a favore, ridare l’indipendenza sottratta a fasi alterne nei secoli passati.

480208_10201193266663362_1380939217_nMa bando a storia e politica, la volontà di contestualizzare il lavoro degli Saor Patrol non sia fuorviante rispetto al reale motivo di questo articolo, parlare cioè di loro e della loro musica.

Gli Saor Patrol, nome in gaelico scozzese che significa “Pattuglia della Libertà”, nascono da un’idea di Charlie Allan, Chief Executive del Clanranald Trust for Scotland, associazione no profit fondata nel 1995, il cui obiettivo è preservare e divulgare la cultura e il patrimonio scozzese. E per far questo sono molteplici le loro iniziative, prima fra tutte l’edificazione di Duncarron, la riproduzione di un villaggio fortificato del medioevo scozzese nella Carron Valley. Un’opera di cui gli Saor Patrol sono portabandiera in tutto il mondo, considerato che con i loro concerti hanno girato cinque continenti e che hanno fatto conoscere anche in Italia grazie al festival “Lo Spirito del Pianeta”, manifestazione multiculturale in terra bergamasca dove sono ospiti fissi da parecchi anni.

Charlie Allan, classe 1963, attore, musicista, capo di Combat International e della SFMMA, la federazione scozzese di arti marziali medievali, è il leader e suonatore della a’ phìob mhòr, la Great Highland Bagpipe, cornamusa e strumento simbolo della Scozia. Accanto a lui, gli energici percussionisti Kev Johnston, Marcus Dickson, Mark Monaghan e il chitarrista Steve Legget, che a seconda dell’evento alla quale partecipano aggiunge il suo potente sound elettrico alla formula tradizionale del gruppo.

Se non siete mai stati ad un loro concerto, anche in suolo italico, forse stenterete a credere alla mole di persone che riescono a radunare con la loro musica e con la loro energia, ma basta che partecipiate ad un solo evento per rendervi conto che di fronte a voi c’è qualcosa di più di cinque semplici musicisti che suonano brani strumentali di chiara matrice scozzese. Di fronte a voi ci sono amore, passione, dedizione, ci sono secoli di battaglie, di vittorie, sconfitte, ci sono città, castelli, laghi e vallate, ci sono le maestose Highlands battute dal vento fresco del nord. Di fronte a voi c’è la Scozia. E forse la formula magica degli Saor Patrol di magico non ha niente, perchè tutte queste cose scaturiscono come un unico e indivisibile fiume in piena semplicemente con la loro energia. Ecco, energia è il termine adatto, quella scarica di vita che sanno trasmettere e che sa trasformare anche un contesto più spirituale, riflessivo e meravigliosamente multietnico come Lo Spirito del Pianeta in una baraonda festante e gioiosa. Da Artur Ard Righ a Solveig, da Duncarron alla bellissima Three Wee Jigs, la marea di corpi e di mani alzate sotto il palco è uno splendido esempio di ciò che può fare la musica: unire. E oltre a questo, la musica degli Saor Patrol ha un’altra particolarità, un qualcosa in più, un segreto forse custodito ma allo stesso tempo regalato a chiunque li incontri. Basta ascoltare una canzone come The Gael per accorgersene, per percepire un profumo. Profumo di Scozia e di libertà.

Alba Gu Bràth.

Scozia per sempre.

Annunci

1 Comment

  1. Si, amore, passione e dedizione….3 parole fondamentali per portare avantii tuoi
    progetti. Parole che senti dentro..Bella racensione.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...