LA CRISI CONTINUA AD UCCIDERE

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di Pamela Mutti

La crisi economica sembra che sia diventata un veleno mortale per gli uomini, i mass media mostrano giorno dopo giorno immagini di donne e uomini che, in preda alla disperazione, tentano il suicidio. Ancora oggi nel Vicentino un operaio di 33 anni, sposato e padre di due figlie, si è impiccato ad un albero. Ma siamo certi che questo incremento dei suicidi sia solamente scaturito dalla grave condizione economica in cui è intrappolata l’Italia?

Personalmente credo che i gravi gesti di autodistruzione non siano causati dalla difficile situazione economica ma che siano il frutto di un’articolata e difficile situazione alle spalle e che i problemi economici siano divenuti delle scusanti per coloro che si suicidano.
Il suicidio, come è noto, è l’ultimo grido di aiuto proveniente da una persona con gravi problemi di carattere psico-patologico come la depressione. Questa è una grave malattia psicologica in cui il soggetto, privo di autostima e di interesse per la vita, si rinchiude in se stesso instaurando un circolo vizioso che lo conduce alla morte. Solitamente questa malattia è causata da motivi quali: morte di una persona importante, problemi interpersonali ed intrapersonali; ovviamente i problemi economici diffusi nella società odierna influenzano tale processo ma non ne sono la causa scatenante.

Negli ultimi tempi soggetti che in procinto di suicidarsi scrivono biglietti di saluto in cui sottolineano la motivazione di carattere economico-sociale del loro atto non stanno altro che attivando un processo di attribuzione esterna. Non essendo (tali soggetti) più in grado di assumersi le proprie responsabilità giustificano i loro comportamenti in elementi o situazioni esterne a loro stessi.

Molti, ignorantemente, potrebbero affermare che tempi addietro televisione, giornali e social network non hanno trattato problemi simili perché non erano presenti ma ciò è del tutto sbagliato. Problemi depressivi e suicidi sono da sempre presenti ma è solamente ora che la televisione ne parla perché sono diventati notizie ‘bollenti’ possibilmente correlabili alla situazione odierna. Di conseguenza le trasmissioni televisive estremizzano notizie, come l’aumento dei suicidi, che alimentano pensieri errati nelle menti dei cittadini. Difatti l’aumento dei casi di suicidio per debiti e disoccupazione, di cui si discute tanto, non è reale. Tramite un consueto degli ultimi dati Istat ci consentono di scoprire come la percentuale di suicidi tra adulti in Italia sia rimasta pressoché uguale negli ultimi anni a differenza dei suicidi giovanili che sono in crescita. Come si può notare, i suicidi proposti dalle televisioni non sono realmente causati dalla incerta situazione finanziaria quindi gradirei che le persone anziché fossilizzarsi sulle notizie date dai mass media attivassero centri di dialogo e di recupero.

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